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Ecobonus 2026: incentivi fino a 20.000 euro per veicoli commerciali a basse emissioni

da | Ago 11, 2026 | Bandi | 0 commenti

L’Ecobonus 2026 rappresenta un’opportunità concreta per imprese e PMI che intendono rinnovare i propri veicoli e orientare gli investimenti verso soluzioni di mobilità a minore impatto ambientale.

La misura promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sostiene l’acquisto di veicoli a basse emissioni attraverso contributi a fondo perduto, con risorse dedicate sia a ciclomotori e motocicli sia ai veicoli commerciali.

Particolarmente rilevante per il mondo delle imprese è la riapertura della piattaforma Ecobonus disposta con Decreto direttoriale del 27 luglio 2026: dalle ore 12:00 del 29 luglio 2026 sono nuovamente disponibili le prenotazioni degli incentivi destinati alle PMI per l’acquisto di veicoli commerciali N1 e N2 a basse emissioni, fino a esaurimento delle risorse.

La dotazione finanziaria complessivamente indicata dalla misura raggiunge 70 milioni di euro, di cui 40 milioni destinati ai veicoli commerciali.

Ecobonus 2026: cos’è e cosa finanzia

L’Ecobonus nasce con l’obiettivo di favorire la mobilità a basse emissioni, sostenendo economicamente l’acquisto di veicoli caratterizzati da un minore impatto ambientale.

L’agevolazione assume la forma di un contributo a fondo perduto e interessa differenti categorie di beneficiari e veicoli.

Per il 2026, le risorse indicate ammontano complessivamente a 70 milioni di euro, suddivisi in:

  • 30 milioni di euro destinati agli incentivi per ciclomotori e motocicli;
  • 40 milioni di euro destinati ai veicoli commerciali a basse emissioni.

Per le aziende che stanno programmando il rinnovo del proprio parco veicoli, l’incentivo può quindi rappresentare uno strumento da valutare prima di sostenere l’investimento.

Chi può beneficiare dell’Ecobonus 2026?

La misura individua diverse categorie di soggetti che possono accedere alle agevolazioni per veicoli acquistati, anche attraverso locazione finanziaria, e immatricolati in Italia.

Tra i beneficiari sono comprese persone fisiche e giuridiche, con l’esclusione dei soggetti che esercitano attività rientranti nei codici ATECO 45.11.0 e 45.40.1.

Una parte particolarmente significativa dell’Ecobonus riguarda le piccole e medie imprese che esercitano attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi.

Per queste PMI è agevolabile l’acquisto di veicoli commerciali N1 e N2 nuovi di fabbrica, anche attraverso le modalità previste dalla disciplina della misura.

Sono inoltre contemplate le persone fisiche che stipulano un contratto di noleggio a lungo termine, di durata non inferiore a tre anni, per uno dei veicoli ammessi.

Quali veicoli rientrano nell’Ecobonus?

Per l’annualità 2026 sono previste agevolazioni per le categorie L1e-L7e, comprendenti ciclomotori e motocicli.

Per queste categorie sono ammessi:

  • veicoli elettrici;
  • veicoli non elettrici omologati in classe Euro 5 o superiore, nei casi previsti dalla misura.

Gli incentivi possono inoltre variare in presenza della rottamazione, secondo le condizioni applicabili alla specifica categoria di veicolo.

Per le PMI operanti nel trasporto di merci, l’agevolazione interessa invece i veicoli commerciali nuovi N1 e N2 a basse emissioni.

Ecobonus veicoli commerciali 2026: contributi fino a 20.000 euro

È sul fronte dei veicoli commerciali che la misura assume particolare interesse per il mondo delle imprese.

L’importo del contributo varia principalmente in funzione di:

  • massa complessiva a pieno carico;
  • alimentazione del veicolo;
  • eventuale rottamazione di un veicolo appartenente alla stessa categoria fino a Euro 4.

Per i veicoli commerciali BEV/FCEV, gli incentivi partono da 2.000 euro per i mezzi con massa compresa tra 0 e 1,49 tonnellate acquistati senza rottamazione e possono raggiungere 20.000 euro per i veicoli tra 4,25 e 7,20 tonnellate acquistati con rottamazione.

Quanto spetta alle imprese?

Per i veicoli con massa compresa tra 0 e 1,49 tonnellate, il contributo previsto è:

  • 2.000 euro per BEV/FCEV senza rottamazione;
  • 4.000 euro per BEV/FCEV con rottamazione;
  • 2.000 euro per alimentazione tradizionale con rottamazione.

Tra 1,50 e 2,39 tonnellate, gli importi salgono rispettivamente a 4.500, 8.000 e 3.000 euro.

Tra 2,40 e 3,49 tonnellate, l’incentivo raggiunge 10.000 euro senza rottamazione e 14.000 euro con rottamazione per BEV/FCEV, mentre per l’alimentazione tradizionale con rottamazione arriva a 4.500 euro.

Nella fascia 3,50-4,24 tonnellate, gli importi previsti raggiungono rispettivamente 14.000, 18.000 e 8.000 euro.

Infine, per i veicoli con massa compresa tra 4,25 e 7,20 tonnellate, il contributo arriva a:

  • 16.000 euro per BEV/FCEV senza rottamazione;
  • 20.000 euro per BEV/FCEV con rottamazione;
  • 10.000 euro per veicoli ad alimentazione tradizionale con rottamazione.

Per i veicoli ad alimentazione tradizionale, la rottamazione è obbligatoria secondo quanto previsto dalla misura.

Incentivi 2026 per motocicli e ciclomotori

L’Ecobonus non riguarda esclusivamente i veicoli commerciali.

Per motocicli e ciclomotori elettrici, il contributo può raggiungere il 40% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 4.000 euro in presenza di rottamazione.

Senza rottamazione, l’agevolazione è pari al 30% del prezzo di acquisto, con un massimo di 3.000 euro.

Per i veicoli non elettrici è invece previsto un contributo pari al 40% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 2.500 euro, esclusivamente in presenza di rottamazione. In questo caso è richiesto anche uno sconto obbligatorio del venditore pari ad almeno il 5% del prezzo d’acquisto.

Senza rottamazione non è previsto alcun contributo per questa categoria.

Quando scade l’Ecobonus 2026?

Uno degli aspetti più importanti per chi intende accedere all’agevolazione riguarda la disponibilità delle risorse.

Per ciclomotori e motocicli delle categorie L1e-L7e, le prenotazioni indicate dalla misura sono state riaperte a partire dal 18 marzo 2026.

Per i veicoli commerciali, invece, la nuova finestra è stata aperta alle ore 12:00 del 29 luglio 2026.

Le prenotazioni proseguono fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Per un’impresa interessata all’investimento diventa quindi importante valutare tempestivamente la propria situazione: la disponibilità effettiva dei fondi costituisce infatti un elemento determinante per l’accesso all’incentivo.

Perché l’Ecobonus 2026 può essere interessante per le PMI?

La sostituzione di uno o più veicoli commerciali può rappresentare un investimento significativo per un’azienda. La possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto fino a 20.000 euro, a seconda delle caratteristiche del mezzo e dell’eventuale rottamazione, può incidere sulla sostenibilità economica dell’operazione.

L’Ecobonus si inserisce inoltre in un quadro più ampio di bandi e agevolazioni per le imprese, attraverso i quali è possibile sostenere investimenti, innovazione e processi di crescita.

La misura interessa diversi settori economici, tra cui servizi, turismo, agricoltura, silvicoltura e pesca, industria, artigianato e comparto agroindustriale e agroalimentare.

Prima di procedere con un investimento è però fondamentale verificare attentamente la propria posizione, la categoria del veicolo, le condizioni previste per l’eventuale rottamazione e la disponibilità delle risorse.

Come accade più in generale con i bandi del MIMIT, conoscere l’esistenza di un incentivo è soltanto il primo passaggio: requisiti, condizioni di accesso e compatibilità dell’investimento devono essere valutati prima di procedere.

Ecobonus 2026: un’opportunità da valutare prima di investire

Con 70 milioni di euro di risorse complessive e 40 milioni destinati ai veicoli commerciali a basse emissioni, l’Ecobonus 2026 offre alle imprese una possibilità concreta per accompagnare il rinnovo dei mezzi aziendali.

Per le PMI interessate ai veicoli commerciali N1 e N2, la riapertura delle prenotazioni del 29 luglio rende particolarmente importante verificare tempestivamente la possibilità di accedere all’incentivo, considerando che le risorse sono disponibili fino a esaurimento fondi.

Individuare correttamente l’agevolazione, verificare i requisiti e valutare la compatibilità dell’investimento con le disposizioni previste sono passaggi essenziali per utilizzare in modo efficace le opportunità disponibili.

Vuoi capire se la tua impresa può accedere all’Ecobonus 2026?

Valutare correttamente requisiti, caratteristiche dell’investimento e condizioni previste dall’agevolazione è fondamentale per individuare le opportunità realmente accessibili alla propria azienda.

Formabene supporta imprese e professionisti nell’analisi di bandi, incentivi e finanziamenti agevolati, dalla valutazione preliminare dell’opportunità alla definizione del percorso più adatto al progetto d’investimento.

Scopri le opportunità disponibili per la tua impresa e richiedi una consulenza per verificare quali agevolazioni possono sostenere i tuoi prossimi investimenti.

Written By Redazione Formabene

Scritto da: Giulia Rossi

Giulia è una consulente esperta in strategie di crescita aziendale e finanza d’impresa, con oltre 10 anni di esperienza nel settore. La sua passione è aiutare le PMI italiane a prosperare attraverso soluzioni innovative e personalizzate.

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